Sabato 10 Maggio in Sala consigliare, Via Fornaroli, per parlare di Identità!

Presenti e relatori della serata esperti che sono in prima linea su questo tema:

Stefano Bruno Galli: Docente di scienze politiche e consigliere regionale, molto apprezzato per la sua visione ampia e senza condizionamenti.
Max Ferrari: giornalista e corrispondente di guerra nei Balcani,Iraq, Afganistan e Medio Oriente, nonché grande conoscitore della cultura identitaria dei popoli.
Giulio Arrighini: politico e segretario nazionale di Indipendenza Lombarda e da sempre in prima linea per la lotta identitaria.

VI ASPETTIAMO!!!

L’identità è il sentimento profondo di adesione ad un luogo e ad una comunità specifica, volenti o nolenti si è legati al proprio luogo di residenza alle sue abitudini ai suoi ritmi e alla sue pecche.

Chi dice di essere cittadino del mondo mente sapendo di mentire al proprio spirito. Semplicemente si sente lontano dal suo luogo di origine. Un luogo che noi viviamo e che ci entra dentro e ci scuote legandosi al nostro DNA. Tant’è patologicamente provata la stretta relazione tra malattia e luogo di origine, gruppo sanguigno e caratteri somatici.

Ma dunque, perché l’identità si perde? O meglio, perché si scorda di appartenere a un luogo specifico?

L’uomo ha bisogno di un continuo confronto con se stesso e con altri suoi simili, dal confronto tra autocoscienze si ottiene la sintesi, che si richiama all’esperienza, che attecchisce a ciò che è più profondamente radicato in noi, il ricordo di una casa e di una cultura (Da colere,coltivare, la “k” non ci piace).

Ed è proprio quella casa/terra che noi, popoli europei stiamo vedendo sparire sempre più velocemente. No non stiamo parlando dell’innalzamento del livello del mare; siamo di fronte a una crisi esistenziale di uno dei continenti che ha fatto la storia del mondo intero. Siamo l’emblema della diversità e della completezza, siamo i fautori delle più importanti scoperte scientifiche e tecnologiche, siamo gli eredi di El Cid Campeador e degli eroi di Lepanto, e ci siamo scordati di casa nostra perché invece di confrontarci per crescere col mondo moderno, ci siamo fatti inglobare rimanendo inermi.

Non c’è politica senza geografia, per cui non si può ideare un progetto di costruzione della propria società senza fare i conti con il proprio territorio e con ciò che ci circonda. Ma il confronto con l’esterno spaventa e viene vissuto come pericolo da chi è debole.

Una tradizione europea per la verità esiste comunque, indipendentemente dalle lotte intestine che hanno accompagnato l’Europa per secoli; esiste, inoltre, indipendentemente dal processo di integrazione europeo intrapreso a partire dal secondo dopoguerra.

Constatiamo però il pericolo, che oggi minaccia questa nostra identità sempre più annichilita dal contrapporsi dello spiritualismo islamico al materialismo esasperato anglo-americano. Con estremo rispetto verso le popolazioni, che popolano questa massa di terra che chiamiamo Eurasia e di tutti gli altri popoli del Globo, riteniamo di fondamentale importanza il processo di ri-scoperta della nostra identità europea, perché fermamente convinti, che le differenze debbano rimanere vive, così come vivo dovrebbe essere il legame, che lega ogni uomo alla sua terra.

Come Lombardia, o meglio come popoli abitanti la Pianura Padana, noi abbiamo tutte le carte per poter tornare a ricredere nelle nostre terre e tradizioni, senza chiudere gli occhi a ciò che c’è al di là. Bisogna riscoprire il territorio, le Tradizioni, la lingua anzi le lingue che lo pervadono. Riagganciarci al filo di Arianna perso nel dedalo del labirinto del mondo moderno per cercare una sintesi su chi siamo stati e chi siamo. Solo dopo aver risposto a queste due domande potremo confrontarci con l’esterno e finalmente dire chi saremo!

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